Ormai da diversi giorni si susseguono alleanze e lancio di nuovi servizi da parte di tutti i principali attori della Free Economy (Google, Facebook, Yahoo, Groupon-CityDeal, Foursquare, etc…).
Mancava Hotpot, il nuovo servizio di Google lanciato un paio di giorni fa, cosi’ l’ho provato, anche se per adesso e’ solo in inglese.
Google Hotpot e’ una piattaforma, integrata con i Places, che permette agli utenti di valutare (da 1 a 5) e inserire recensioni su quanto sia buono o cattivo un determinato esercizio commerciale/punto vendita, per alcuni aspetti (es. quelli turistici) molto simile a TripAdvisor.com che a questo punto viene gettato nella mischia !

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Entrando in Google Hotpot la prima cosa che ti viene chiesta e’ di valutare i luoghi che conosci sia buoni sia cattivi; in questo modo Google Hotpot puo’ conoscere meglio le tue preferenze e cosi’ puo’ raccomandarti in seguito luoghi piu’ precisi per le tue preferenze.
“Start by rating the places you know, good and bad. With each rating, we learn a bit more about your tastes, so you’ll get better recommendations the next time you search.”
Alcune considerazioni:
1) Il modello di business Google e’ sempre lo stesso. L’obiettivo e’ profilare l’utente nel modo piu’ preciso possibile raccogliendo informazioni comportamentali. Con il lancio di Hotpot le informazioni che vengono raccolte riguardano le tue abitudini di consumo geo-localizzate. Queste informazioni, che vengono raccolte in modo trasparente all’utente (cioe’ non te ne accorgi), permettono a Google di guadagnare Miliardi di $ vendendo pubblicita’ geo-localizzata agli inserzionisti che avendo tassi di conversione piu’ alti (e sopratutto misurabili, saranno ben felici di spendere i loro soldi in questo modo.

l’implicazione principale riguarda i piccoli commercianti che a questo punto dovrebbero essere incentivati ad entrare in Internet per aumentare la propria visibilita’ e guadagnare reputation dai propri clienti cosi’ da entrare nella spirale di visibilita’ offerta da Google!
2) Confronto con Facebook Deals. Hotpot, a differenza di Facebook Deals, non permette a Google ne’ di quantificare le vendite facilitate, ne’ di raccogliere i dati sulle preferenze di acquisto.
Hotpot, infatti, al momento, NON si inserisce nel processo presso il punto vendita, ma in modo piuttosto retro’ chiede solo il feedback dopo che l’utente ha sperimentato. Che Google si fidi un po troppo del proprio passato ???
Da tutto questo possiamo ipotizzare che Facebook Deals abbia l’obiettivo di veicolare le “sue” masse di utenti verso le grandi multinazionali proponendo un nuovo approccio commerciale.
Google Hotpot sembra invece ancora in fase transitoria, dovendo definire se vuole in qualche modo riuscire a raccogliere dagli utenti le loro informazioni sui comportamenti di acquisto !
In questo bel palcoscenico in movimento, pieno di insidie ma anche di tante opportunita’, esistono solo aziende USA. Che dire, gli americani saranno anche nella loro peggiore recessione dopo il 1929, ma almeno hanno un’autostrada spianata davanti !
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